
TITOLO DEL MESE NOVEMBRE-DICEMBRE 2025: Le Lacrime di Nietzsche di Irvin D. Yalom, traduzione di Mario Biondi (21 ottobre 2010), pag. 448, Casa Editrice: Neri Pozza. Prezzo: 12.50 euro.
Perché leggere questo libro? Se ti piacciono sia la profondità delle riflessioni filosofiche, che scavare negli angoli più oscuri dell’inconscio della mente umana; se vuoi un romanzo che ti faccia comprendere il pensiero filosofico di Nietzsche e le tecniche esistenziali umanistiche della psicoterapia. Allora, “Le lacrime di Nietzsche” di Irvin D. Yalom è proprio il libro per te. Non ne sarai deluso, perché il ritmo incalzante del romanzo, ti coinvolgerà emotivamente pagina dopo pagina, fino al suo finale totalmente inaspettato.
Il libro, ambientato in quell’ambiente straordinariamente fervido di movimenti culturali della Vienna di fine ‘800, immagina un incontro mai avvenuto tra Friedrich Nietzsche, il filosofo più intrigante della seconda metà del ‘800 e Josef Breuer, uno dei mentori di Sigmund Freud e quindi uno dei fondatori della psicoterapia del ‘900. Il tutto nacque nel 1882, nella mente immaginifica di Irvin Yalom, conseguentemente all’incontro tra Lou Salomè, la bellissima e affascinante amica di Nietzsche, e Josef Breuer. Lou Salomé, molto preoccupata per l’amico Nietzsche, entrato in una profonda crisi esistenziale, contatta Breuer perché attratta dalle nuove terapie psicoterapiche che il medico viennese praticava. Gli chiede di aiutare l’amico, ma senza che quest’ultimo capisca di essere un paziente in terapia e soprattutto senza che sappia che sia stata lei stessa ad organizzare tale incontro. Breuer, sia affascinato dal fascino di Salomè, che dalla possibilità di interfacciarsi con un filosofo come Nietzsche, dal pensiero sicuramente poco ortodosso per quel tempo, accetta l’incarico. E qui nasce in modo progressivo un rapporto straordinariamente fertile in cui psichiatra e filosofo iniziano a scambiarsi spesso i ruoli di paziente e terapeuta, in una relazione sempre più profonda e intima. Nietzsche e Breuer rappresentano due estremi: Breuer, il medico razionale, imprigionato nel suo ruolo e nella paura del giudizio, Nietzsche, il pensatore che predica libertà e volontà di potenza, ma è prigioniero del suo dolore. Breuer dovrebbe aiutare Nietzsche, ma finisce per confrontarsi con i propri desideri, le proprie paure, le crisi esistenziali. Così Breuer, apparentemente sicuro di sé, scopre la propria solitudine e Nietzsche, simbolo di forza e libertà, rivela invece la sua vulnerabilità. Le lacrime del filosofo rappresentano l’accettazione della parte più umana di sé, quella che soffre, ma che può ancora amare e sperare. Il messaggio del libro è chiaro: solo chi affronta la verità interiore e accetta la propria debolezza può diventare veramente libero. Come scrive Yalom, “non si guarisce fuggendo dal dolore, ma attraversandolo con coraggio e sincerità”.